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FINALMENTE TIRIAMO LE SOMME

FINALMENTE TIRIAMO LE SOMME

Dicembre è il mese del “tiriamo le somme”.

Come se arrivare alla fine dell’anno significasse sommare tutto ciò che abbiamo fatto, ottenuto, conquistato, fotografato, pubblicato… insomma, tutto ciò che possiamo dire di aver “portato a casa”.

Perché abbiamo questa tendenza “sommativa” quando arriva la fine di un percorso?

Forse, sotto sotto, è perché viviamo con l’idea che valiamo di più e che siamo più soddisfatti se possiamo mostrare all’altro e a noi stessi dei risultati, qualcosa di tangibile che certifichi come abbiamo utilizzato il nostro tempo. È un modo comprensibile di guardare alle cose, visto il contesto socioculturale in cui viviamo, anche se è uno dei modi a mio avviso solo parzialmente completo. Anche perché non tutte le somme sono a impatto zero o positivo. Possono esserci somme che pesano. 

La fine di un periodo non è solo un bilancio tra le varie addizioni. Se fosse un’espressione matematica, non sarebbe composta solo da “più”.  Anche nei bilanci aziendali non si considerano solo i “più”, ma anche i “meno”. Fortunatamente siamo individui più complessi di un azienda. Infatti, nella nostra vita quotidiana, nel nostro anno, ci sono anche sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni. E ognuna di queste operazioni ci trasforma. Il nostro anno è un insieme di sequenze di vita in mutamento.

 

Le sottrazioni

A volte l’anno si chiude con qualcosa che manca. Una relazione che si interrompe, un lutto, un’amicizia che si sfilaccia. Una sottrazione può riguardare il lavoro, la casa, la stabilità economica o aspetti più sottili: un pezzo di sicurezza, di spensieratezza, di fiducia in sé.

Non sempre le scegliamo. E non sempre sono così negative. Alcune sottrazioni possono anche esserci di supporto, possono alleggerirci e possono aiutarci a migliorare il nostro benessere. Ma è pur sempre un’operazione che incide sul risultato finale del nostro anno, che modifica le nostre abitudini, il nostro peso. Come un’operazione chirurgica, la sottrazione asporta non senza conseguenze.

 

Le moltiplicazioni

Altre volte la vita invece moltiplica: un figlio, un matrimonio, un nuovo animale, nuove conoscenze, un viaggio, nuove idee, nuovi modi per esprimersi fisicamente o emotivamente. La moltiplicazione non è solo avere di più, certo ci viene naturale pensare anche al denaro, ma la moltiplicazione è anche vedere più lontano, più in profondità, diversamente. Le moltiplicazioni ampliano, allargano lo spazio interno, aprono spiragli. Una scintilla che diventa fuoco rende ciò che tocca più vivo e si propaga verso ciò che ha intorno, così anche le moltiplicazioni della vita ci permettono di espanderci, di creare spazio grazie all’energia che trasmettono. 

Le divisioni

Ci sono poi le divisioni: separazioni, divorzi, genitori da accompagnare in contesti protetti, amicizie che si dividono. A volte la divisione fa pensare a una frattura, come lo spostamento delle zolle che creano crepe e scosse nel terreno. Eppure, proprio come le zolle, le divisioni che viviamo ci cambiano, ci ricollocano, generano nuovi paesaggi.

Dividere non significa soltanto allontanare. La divisione può essere anche una forma di condivisione: distribuire tempo, energie, risorse; prendersi cura di qualcuno senza aspettarsi nulla in cambio; dedicare un gesto gratuito, un’ora di volontariato, una presenza silenziosa. Perché ci sono divisioni che non indeboliscono, ma redistribuiscono soprattutto se si “divide-con”.

 

E allora, a dicembre, cosa significa davvero “tirare le somme”?

Forse riconoscere che un anno non è mai solo ciò che abbiamo ottenuto. È anche ciò che abbiamo attraversato, perso, trovato, condiviso, trasformato, visto con nuovi occhi, espresso con nuovi linguaggi. Forse rendersi conto che il risultato finale non può essere ridotto ad un unico numero. La vita è un’espressione dinamica, un’espressione che si trasforma mentre la risolviamo. 

Proprio come in matematica, il risultato finale non dipende solo dai numeri, ma dall’ordine, dal contesto, dalla relazione tra gli elementi. Allo stesso modo, noi non siamo solo ciò che raggiungiamo perché quello che viviamo non si limita ad accumularsi ma interagisce con noi, ci cambia, ci modifica e ci rimodella. 

Forse può significare guardare l’anno trascorso da un nuovo punto di vista che ci permette di esprimere e raccontare una versione diversa — a volte più fragile, a volte più forte ma più completa — di noi.

 

Quindi tra.ME vi augura buone espressioni di voi!

 

Dott.ssa Ilaria Mariotto per tra.ME 

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